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Roscioli (Confcommercio Roma): "Nei dati OCI il fallimento della politica industriale dell'Italia"
La meeting industry non si sottrae alla crisi globale: nonostante il 55% dei congressi internazionali abbia scelto l’Europa come sede, l’Italia non è riuscita a sfruttare appieno le potenzialità del settore, ancora troppo sottovalutato dalle istituzioni e dalla classe politica. I commenti all’evento promosso dalla delegazione interregionale Lazio e Abruzzo di Federcongressi&eventi.
Milano -. L’incertezza della presenza della nostra offerta congressuale sui mercati internazionali non ci ha certamente aiutati a cogliere i benefici di una domanda che risulta essere sempre sensibile alla destinazione Italia. Deboli i nostri investimenti e altalenante la nostra presenza ai grandi eventi internazionali così come disarticolata l’azione verso i maggiori operatori che, con larghi tempi di programmazione, muovono congressi e convention di grande numericità e in grado di generare un flusso economico importante che coinvolge tutta la filiera. Una forte intesa pubblico-privata può certamente mettere in moto tutte quelle potenzialità inespresse che, ritengo, possono concorrere a una decisiva ripresa sia economica che occupazionale nella nostra Regione. Infine, e allo stesso tempo, occorre promuovere un piano regionale di sviluppo della meeting & event industry che veda protagoniste le associazioni, come Federcongressi & Eventi, a supporto dei decisori pubblici".Roma, grazie a una maggiore disponibilità di spazi congressuali idonei a ospitare eventi, è riuscita a guadagnare posizioni importanti e una buona stabilità rispetto ad altre aree del Paese.plus del brand Roma, da sempre città e destinazione desiderata - ha commentato Giuseppe Roscioli -. Il fallimento della politica industriale a cui l’Italia si è affidata dal dopoguerra a oggi è evidente. Nel 2015 è previsto che 1 miliardo di persone, per i più diversi motivi, non pernotterà nelle proprie case. Intercettare anche solo uno 0,15 – 0,12% di questi numeri, si tradurrebbe in un forte apporto all’economia nazionale. Il settore della meeting industry ha dei margini di miglioramento di gran lunga superiori rispetto ad altri comparti della nostra economia nazionale e, paradossalmente, con costi di investimento notevolmente inferiori rispetto ad essi. Le potenzialità per trasformare i segni negativi di questi dati li abbiamo, ma occorre fare una scelta precisa e, soprattutto, sensibilizzare le istituzioni perché inizino a comprendere, realmente, quali siano le potenzialità economiche di questo settore”.
