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NC n.106 | Quando l’engagement passa dai social | Inchiesta Social Media Power

I social media si sono ritagliati un importante ruolo nel media mix delle aziende e rappresentano oggi un canale essenziale per veicolarei messaggi dei brand e raggiungere e coinvolgere qualsiasi tipo di target. I creator? Fonte di informazione e intrattenimento. La parola alle agenzie.

I social media coprono oggi un ruolo importante attraverso tutto il funnel di comunicazione, tanto che ogni azienda ne prevede l’inserimento nel proprio media mix. Ma quali vantaggi/svantaggi di questi mezzi hanno rispetto agli altri più tradizionali? Quali sono i social media più strategici per veicolare i messaggi delle aziende? Ce lo raccontano i professionisti della comunicazione.

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Fratoni (Capgemini Made): “Il pubblico si è evoluto, come le piattaforme social” “Ultimamente si tende sempre più spesso a creare campagne su un canale ristretto: Instagram. Certo, a oggi è il social su cui troviamo un target più eterogeneo, per età e interessi. Ma non stiamo forse cor- rendo il rischio di perderci delle opportunità? Il pubblico si è evoluto, così come an- che le piattaforme social (vedi Telegram, Threads, Twitch, TikTok) e quindi è giusto chiedersi: come possiamo far evolvere anche noi la comunicazione sui social? E su quali? Dove si trova, realmente, il nostro target? I consumatori più giovani guardano sempre di più ai social media per le loro scelte d’acquisto, questo è un dato di fatto. Secondo il report di Capgemini

What matters to today’s consumer’, a livello globale, ben il 60% dei GenZ ha scoperto un nuovo prodotto o un nuovo brand tramite i social o tramite l’influencer marketing, e i dati italiani sono in linea con la tendenza globale. I social media sono quindi fondamentali (anche per il loro potere di targetizzazione, ndr) per raggiungere il nostro pubblico; ma a quest’ultimo piace essere raggiunto con le solite modalità di comunicazione che molte realtà portano avanti dagli anni d’oro di Facebook?”

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D’Amico (Ciaopeople): “I social accor- ciano le distanze, anche in comunica- zione” Ciaopeople è nata sui social network. È stato il primo gruppo editoriale a riconoscere le potenzialità del digitale e delle social community per raggiungere target diversi con una comunicazione diversificata e multipiattaforma. La forza dei social network, diversamente da quanto accade per altri media, sta nell’immediatezza della comunicazione, con la possibilità di fornire informazioni real time a milioni di persone. Questo ci permette di accorciare le distanze e di raggiungere gli utenti rapidamente e in qualsiasi parte del mondo”.


Girotti (Initiative Italia) “I creator? Fonte di informazione e intrattenimento all’interno dei social” “I social media si sono ritagliati un importante ruolo nel media mix dei piani di comunicazione delle aziende. L’evoluzione delle differenti piattaforme e la loro pluralità di implementazione hanno permesso ai social media di poter coprire un ruolo importante attraverso tutto il funnel di comunicazione. I social possono supportare nella conversione di acquisto, concorrere a comunicare a una specifica nicchia di audience, o ad aumentare l’awareness e la reputazione di un brand. Per molti italiani sono diventati uno fra i passatempi preferiti, un luogo di confronto e una fonte di informazione. Una delle fonti di informazione e intrattenimento principale all’interno dei social sono gli influencer e la loro attività di produzione di contenuto. Abbiamo dedicato un capitolo del nostro Osservatorio Culturale ‘Stand Out in Culture’ a questo tema, intitolato ‘State of Creators, l’era della consapevolezza’. Secondo la nostra ricerca proprietaria gli italiani trascorrono almeno un’ora al giorno fruendo dei contenuti di influencer e creator. Le community social sono luoghi in cui sentirsi liberi di esprimersi, dove vivere l’interazione alla pari. Viaggiare (34%), Cucinare (33%), il Fashion (32%) e lo Sport (32%) sono le principali passioni per cui si cerca maggiore ispirazione seguendo influencer/creator.

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Il vantaggio di un media mix che include anche i social media e, più in generale il mezzo digitale, sta nella relazione diretta fra il brand e l’audience e nella capacità di una misurazione capillare. Inoltre, il mezzo è particolarmente flessibile in relazione ai cambi di rotta o al fine-tuning della campagna in tempo reale. Lo svantaggio principale riguarda un tema di forza e profondità di contenuto: per i brand i social media sono il luogo in cui raccontare la propria storia, che deve essere sincera e trasparente. Il vero rischio è comunicare un’informazione in maniera imprecisa o fraintendibile, scatenando un’ondata di reazioni negative con un potenziale effetto boomerang. Lo stesso rischio/svantaggio si presenta nella collaborazione con gli influencer/creator: dal nostro osservatorio ‘State of Creators, l’era della consapevolezza’ emerge in maniera importante che gli italiani pretendono coerenza fra i valori di marca e i temi trattati dal talent (39%), pena la perdita di credibilità sia del brand sia del personaggio”.

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Tomaiuolo (Doom): “Influencer, strumento per coprire diversi step del funnel di comunicazione in modo efficiente ed efficace”

“L’importanza e la rilevanza degli influencer nel mercato della comunicazione è certificato dai numeri oltre che dagli operatori del settore. Una fetta sempre più rilevante dello spending adv, che in poco più di dieci anni è stata capace di generare quasi 400 milioni di fatturato in Italia e oltre 20 miliardi nel mondo (fonte Commissione Europea, ndr), si è guadagnata sul campo un ruolo di assoluto rilievo nel marketing mix delle strategie di comunicazione. I vantaggi rimangono quelli che erano evidenti fin da subito ai brand che hanno avuto il coraggio di credere a uno strumento di comunicazione in grado di coprire diversi step del funnel (awarness, consideration, conversion, i più rilevanti, ndr) in modo efficiente, oltre che estremamente efficace. Non esistono svantaggi, esiste come sempre un modo errato di utilizzare lo strumento, settare obiettivi e strumenti di campagna. Questo è un mercato estremamente giovane e in grande evoluzione, dove il valore della fiducia e della credibilità di un talent è oggi più che mai strettamente legato alla competenza degli operatori che ne curano le attività con i Brand”.

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Fallani (Shibumi Group): “I social? Essenziali per raggiungere e coinvolgere qualsiasi tipo di target” “I social media rivestono un’importanza cruciale per le aziende, rappresentando non solo una commodity, ma anche un canale di comunicazione essenziale per raggiungere e coinvolgere qualsiasi tipo di target. I social sono ormai un campo digitale democratico in cui lo spettatore diventa ‘follower’, acquistando la rilevanza di uno spazio illimitato. Su questo palcoscenico possono salire anche i brand,

rendendo i social un’enorme leva di comunicazione se usati in ottica di engagement, per instaurare un dialogo attivo e interattivo con il proprio pubblico. Il rovescio della medaglia tuttavia è dato dalla stessa risonanza e dall’eco a cui sono esposti i social, rendendo fondamentale un’attenta gestione della propria presenza online, per non rischiare di incappare in scivoloni spesso irreversibili.

All’interno di Shibumi abbiamo uno strumento dal potenziale altissimo, chiamato Blogmeter, parte di una delle quattro business line interne, quella di data & research. Questa piattaforma riesce a trasformare i dati provenienti dal social e dal web in insight azionabili, per monitorare costantemente la salute del brand e il sentiment della rete nei suoi confronti, per implementare eventualmente delle strategie dall’approccio data driven”.

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Gusmeroli (Show Reel Agency): “Social, fondamentali per il dialogo tra brand e consumatori” “Le piattaforme social rappresentano un touchpoint sempre più fondamentale per la presenza digitale di un’azienda, insieme al proprio sito ufficiale, perché sono i primi canali di comunicazione verso l’esterno. Il sito, però, non è più il luogo dove gli utenti ti vengono proattivamente a cercare, soprattutto se pensiamo che per la GenZ TikTok il primo motore di ricerca, semmai è uno strumento di posizionamento più istituzionale o di vendita del proprio prodotto. Sicuramente, il vantaggio di essere presenti sui social è di creare una comunicazione diretta con i consumatori (o potenziali tali) con cui è possibile innescare un dialogo, e un ascolto da parte del brand. Lo svantaggio più grande è non riuscire a raggiungere questo obiettivo, ma in generale, più che parlare di svantaggi, parlerei di sfide. La principale è riuscire a essere rilevanti all’interno di un ecosistema che è in continua evoluzione, un’evoluzione che riguarda soprattutto gli utenti che lo popolano. Saper individuare un linguaggio e produrre contenuti che rispondano a queste esigenze, per quanto possa essere oneroso, diventa premiante per un brand”.

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