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Editoriale

Cappuccino & cornetto. Scritte

Nella sua rubrica quotidiana, Marco Ferri riflette sulla mostra sulle scritte contro Francesco Cossiga durante gli anni di piombo. "Una volta in Italia anche la pubblicità era gioiosa e scanzonata. Poi sono arrivati i grp's, i cost controller, un funerale delle idee: a forza di focus la creatività italiana si è spenta".

'Cossiga boia' è il titolo della mostra sulle scritte contro Francesco Cossiga durante gli anni di piombo, quando era ministro dell'Interno. La mostra sarà inaugurata a Roma dallo stesso presidente emerito il prossimo 6 luglio alla Galleria 'Monserrato Arte 900'. Una nota spiega "C'era una volta un ministro dell'Interno. Governava con il pugno di ferro: a chi le dava, a chi le prometteva, che fossero di destra o di sinistra poco importa, ne aveva per tutti e tutti ne avevano per lui".

Il presidente emerito ha senso dello spirito e un certo qual narcisismo. Non c'è dubbio che tra tutte le forme di comunicazione, la "scritta" sul muro o sullo striscione, allo stadio o a una manifestazione continua a conservare un suo fascino, una rivincita della parola scritta, che prende corpo nel senso comune, diventa slogan, modo di dire, dalla vernice passa di bocca in bocca.

Sarebbe bello le headline fossero sempre così: ficcanti e scanzonate, irriverenti e memorabili, argute e intelligenti. E' l'obiettivo di ogni buon copywriter, di quelli bravi, di quelli che non fanno i notai del brief: usare la penna come una fionda che tira un sasso nello stagno, i cui cerchi si irradino verso le orecchie, gli occhi e il cervello dei lettori, degli ascoltatori, dei telespettatori.

Di quegli anni ho un ricordo legato a un ordine preciso che l'ex ministro dell'Interno Cossiga diede al dott. Improta, l'allora Questore di Roma: l'ordine era di impedire ogni frase ingiuriosa nei confronti del ministro stesso.

I divieti si sa fanno gola, e allora un indiano metropolitano tracciò su un muro, con le esse alla SS: Cossino assassiga. Non so se questa scritta parteciperà alla mostra, so che furono gli ultimi momenti ilari di una stagione, prima che la fantasia, non potendo andare al potere, si trasformasse in rabbia e poi in funerali.

Una volta in Italia anche la pubblicità era gioiosa e scanzonata. Poi sono arrivati i grp's, i cost controller, un funerale delle idee: a forza di focus la creatività italiana si è spenta. Non ci resta, cari copy, quelli bravi, non i notai del brief di tornare a usare la penna come una pietra focaia e riaccendere l'entusiasmo per un bel titolo.Anche la nostra pubblicità se ne accorgerà.

Beh, buona giornata.