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Editoriale

Cappuccino & Cornetto. L'uomo che ci ha insegnato a pensare differente

Nella sua rubrica Marco Ferri riflette sulla scomparsa di Steve Jobs. "Difficile pensare che non ci sia più, quando abbiamo in tasca, come fosse la cosa ormai più naturale del mondo le sue idee, felicemente realizzate sulla comunicazione, con le quali parliamo, fotografiamo, filmiamo, scriviamo, ascoltiamo musica, guardiamo film e tv. (...) Una cosa gli dobbiamo: continuare a pensare differente. Ne abbiamo gli strumenti. Ve la sentireste di deluderlo?".
Steve Jobs ci ha messo nella condizione di essere tutti all'altezza della sua visione del mondo. Grazie al lancio di Macintosh e all'invenzione del mouse, il mondo andò oltre le barriere, cinque anni prima della Caduta del Muro di Berlino. Con iMac pensammo differente la fruibilità di Internet. Con iPhone fummo catapultati dal web all'era dei social network, prima dello sviluppo logaritmico di Facebook. Con iPad siamo stati spinti nell'era digitale, in anticipo di almeno dieci anni sulla capacità di evoluzione della stampa di libri e giornali.

Difficile pensare che Steve Jobs non ci sia più, quando abbiamo in tasca, come fosse la cosa ormai più naturale del mondo le sue idee, felicemente realizzate sulla comunicazione, con le quali parliamo, fotografiamo, filmiamo, scriviamo, ascoltiamo musica, guardiamo film e tv. E per farlo, siamo costretti a pensare in modo differente circa le nostre capacità tecnologiche. Oggi che sappiamo come condividere idee, pensieri, emozioni ci sentiamo tutti visionari come lui, proprio grazie a lui. Una cosa gli dobbiamo: continuare a pensare differente. Ne abbiamo gli strumenti. Ve la sentireste di deluderlo? Beh, buona giornata.