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Editoriale

Cappuccino&Cornetto. La bicicletta blu

Nella sua rubrica Marco Ferri riflette sulla nuova iniziativa del sindaco di Teramo: 'la bicicletta blu'. "Il sindaco ha deciso che lui e i suoi assessori vadano e vengano dai parcheggi con la bicicletta. La notizia ha fatto notizia, una di quelle che va sulla rubrica 'società e costume'. Il sindaco di Teramo è anche andato a Roma, la Capitale, per presentare l’iniziativa (mica in bicicletta, però!)”.

Dopo la poetica “vengo a prenderti stasera, con la mia torpedo blu” del grande Gaber, abbiamo avuto l’era antropologica delle auto blu.

Sono quelle che col lampeggiante e la sirena fanno quello che gli pare nel traffico urbano. Sono quelle che un’auto blu non si nega a nessuno. Si era promesso fossero fortemente ridotte. Invece abbiamo scoperto che sono aumentate del 3 e rotti per cento.

Qualcuno ha recentemente proposto di non togliere i punti alla patente degli autisti delle auto blu: che colpa ne hanno loro se i capricci, che portano alle infrazioni del codice della strada, li chiede insistentemente il passeggero, cioè il politico che ha ottenuto in uso l’auto blu, sostiene il relatore della legge? Bella teoria, questa strampalata idea: ricorda un famoso verso di Trilussa: “io so io, e voi non siete un c….”.

Comunque, l’ultima trovata viene da Teramo: è stata inventata 'la bicicletta blu'.

Il sindaco ha deciso che lui e i suoi assessori vadano e vengano dai parcheggi con la bicicletta. Dice che si sono auto-tassati, e che ogni bicicletta reca sulla canna l’assessorato di appartenenza.

La notizia ha fatto notizia, una di quelle che va sulla rubrica 'società e costume'. Il sindaco di Teramo è anche andato a Roma, la Capitale, per presentare l’iniziativa (mica in bicicletta, però!).

Adesso però vorrei immaginare la scena: a Teramo, l’assessore a qualcosa pedala tranquillo. Improvvisamente gli si para davanti un cittadino di Teramo e gli chiede conto di una delibera. Quello magari si ferma e gli spiega il perché o il per come le cose non sono ancora andate come l’interpellante avrebbe voluto. Oppure, siccome un assessore è pur sempre un politico, sia pure locale, l’assessore-ciclista gli impapocchia una bel discorsetto sul perché e il per come le cose sono andate proprio come aveva promesso in campagna elettorale.

Però glielo dice col fiatone. La bicicletta fa venire il fiatone, forse meno della ricerca del consenso elettorale, ma comunque a uno che pedala gli viene la sudarella e il fiato grosso. La qual cosa mal si addice all’assessore di un Comune.

E che cosa può pensare un cittadino della città di Teramo, quando vede ansimare sui pedali uno dei politici della sua città? Semplice: “hai voluto la bicicletta, e allora pedala”.

In conclusione, la trovata 'pubblicitaria' del sindaco di Teramo è molto rischiosa, direi senza speranza di buoni risultati. Come quelle campagne pubblicitarie che dichiarano le intenzioni della marca, invece che i benefici per i consumatori. Sono campagne, soprattutto in tivvù che "vanno per la maggiore”, come avrebbe detto il compianto Mike. Ma hanno pochi effetti, come gli indici dei consumi ci ricordano da molti mesi. Beh, buona giornata.