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Editoriale

Editoriale. Italia a Cannes, mai così bene dal ‘93

A luci spente, è tempo di bilanci sulla 56esima edizione del Festival Internazionale dell’Advertising.  È andata bene, è andata male? Per rispondere a questa domanda è necessario un viaggio nel tempo, lungo le edizioni del Festival, partendo dal numero 9, quello dei Leoni assegnati quest'anno. Per poi scoprire che occorre risalire al '93 per trovare un'annata degna di questa.

Si sono appena spente le luci sull'edizione numero 56 del Festival Internazionale dell'Advertising ed è tempo di bilanci. È andata bene, è andata male? Prima di rispondere alla domanda che tutti gli operatori si sono fatti appena conosciuto il Palmares definitivo, mi sono preso la briga di fare una piccola ricerca nel mio archivio per capire quanto bisogna andare indietro nel tempo per trovare un bilancio analogo o migliore dell'annata del 2009. Sono partito dal numero 9, ossia dal numero di Leoni ottenuti quest'anno, di cui due d'oro, uno d'argento e 6 di bronzo. Anche se sarebbe stato più giusto partire dal numero 10 se lo sciovinismo d'Oltralpe non avesse imposto di far passare per francese il film per Citroen C3, premiato col Silver Lion, la cui creatività è al 100% Made in Italy poiché ideata dalla Euro RSCG di Milano, più precisamente da Marco Venturelli e Luca Cinquepalmi. Un vero scippo.

Comunque sia, pur stando a 9 il bilancio, occorre risalire al '93 per vedere assegnati non due ma tre Leoni d'oro: due per Autogerma (Audi 'uovo' e Golf 'manichini, entrambi ideati da Verba DDB), e uno per Banca di Roma, ideato da Saatchi & Saatchi e diretto dal Maestro Fellini. La produzione di tutti e tre gli spot fu della FilmMaster. Il bottino arrivò a un totale di sette leoni con un argento e tre bronzi. Con grande soddisfazione dei giurati di allora: Aldo Biasi e Gianfranco Marabelli. È vero, mi potrà essere obiettato, sono aumentate le sezioni del concorso e, quindi la probabilità di vincere qualche Leone. Ma è anche cambiata la comunicazione che ha reso indispensabile una diversa visione della creatività, più versatile secondo le nuove modalità di comunicazione. (In allegato il medagliere dell'Italia dal 2002)

 

In questo senso, assume un prestigio particolare il Leone d'Oro vinto dall'Armando Testa per Baci Perugina nella sezione che ha premiato le migliori strategie Media. Mi torna in mente quello che, proprio a Cannes mi disse, ormai di qualche anno fa, Séguéla: la creatività nasce dal media. L'operazione firmata dalla direzione creativa di Maurizio Sala ne è la perfetta dimostrazione poiché è riuscita a creare emozione e coinvolgimento attraverso una scelta e un utilizzo di mezzi innovativi. Un esempio al quale molti centri media e agenzie dovrebbero ispirarsi.

E che dire dell'altro leone d'oro come 'Best use of music' e un bronzo di categoria nella sezione Film per il profumo Flora By Gucci ideato dalla Rem di Roma e prodotto da Film Master? La premiata ditta di Giorgio Marino& Co. È l'unica casa di produzione italiana ad essere premiata con l'oro e ad avere raggiunto quota 8. Ho assistito alle proiezioni in sala e posso dirvi che è stato accolto con un entusiasmo insolito per una produzione italiana. Pur nella semplicità di un contesto ambientale in cui è giratolo spot, un prato di margherite, la raffinatezza estetica del trattamento dell'immagine è degna della reputazione che il nostro paese ha in fatto di gusto ed eleganza.

E poi gli altri riconoscimenti nel Cyber, nell'Outdoor e nella stampa. Infine, ciliegina sulla torta, la Medaglia d'Oro nel Young Lions Cyber alla campagna realizzata da Antonio di Battista, copy di Saatchi&Saatchi e Massimiliano Bibbo, art di Leo Burnett.

Insomma, se alla vigilia della partenza per la Croisette ci avessero paventato un risultato del genere in molti ci avrebbero messo la firma. Segno quindi che, nonostante e forse in virtù della crisi, il paese Italia può e sa reagire. E non finisce mai di sorprendere!

Salvatore Sagone

Direttore responsabile e presidente ADC Group