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Editoriale

Space Available Here. Se non hai l’apriscatole, ogni scatola di spinaci è inutile

Pubblichiamo il nuovo contributo di Pasquale Diaferia. Tema di oggi: l'attesa di un supereroe che risolva i problemi attuali. "Dalle Grandi Crisi si esce solo con Grande Impegno. Inutile cercare Super Eroi, Bracci di Ferro e Scatole di Spinaci. Bisogna solo sedersi, analizzare la situazione, ammettere gli errori, ascoltare chi da anni predica nel deserto, inascoltato".

Gianni Lombardi, mio storico coautore (http://www.adci.it/dev/soci.asp?tipo=alfa&val=B&ID=89), mi ha ricordato che sabato scorso si celebrava l'ottantesimo compleanno di Braccio di Ferro, meglio conosciuto come Popeye (http://en.wikipedia.org/wiki/Popeye). Il 17 gennaio 1929 appariva la prima strip di quello che è stato uno dei miei eroi dell'infanzia. Geniale la soluzione che gli permetteva di entrare in possesso dei super poteri: bastava ingollare una porzione di spinaci, rigorosamente contenuta in un can di tolla. Proprio quelle lattine che solitamente non riusciamo mai ad aprire quando siamo in barca e solo il metallo ci separa dall'unico cibo rimasto dopo una lunga navigazione. Per la legge di Murphy, in queste circostanze l'apriscatole risulta sempre caduto in mare pochi istanti prima.

Allo stesso modo, in un momento di grande confusione come questo, tutti sono alla ricerca fideistica del supereroe che risolva i problemi. Obama negli Stati Uniti è atteso come un Messia. E lui stesso pare abbastanza preoccupato di questa spasmodica attesa, esasperata dai tempi tecnici di passaggio delle consegne. Così come improvvisamente ci si aspetta miracoli dal convegno di marzo di Upa ed AssoComunicazione (http://www.tuttocambia.it/ita/). 'Tutto cambia, cambiamo tutto? ' è un titolo che costruisce attesa, probabilmente anche questa destinata ad andare delusa. Infatti in un paese gattopardesco come il nostro, tutti hanno lavorato per anni e stanno lavorando oggi perchè nulla cambi. D'altronde la televisione è stata difesa ogni oltre limite di decenza ed il web è stato ghettizzato esattamente come i negri sui bus di Atlanta negli anni '60. Eppure si continua ancora a parlare del povero Festival di Sanremo come di un grande evento nazionale.

In questi giorni abbiamo raccolto tante voci che si lamentano che le due grandi organizzazioni di utenti ed agenzie abbiano invitato al loro convegno solo ospiti stranieri. Di grande livello, certo. Ma sono il segno che il sistema non pensa di possedere le risorse per uscire da un ventennio di televisione selvaggia, e sperano che qualche super eroe indichi la strada. Purtroppo la vita non è a fumetti, nonostante al Grande Fratello cerchino di dimostrarci il contrario. E dalle Grandi Crisi si esce solo con Grande Impegno. Inutile cercare Super Eroi, Bracci di Ferro e Scatole di Spinaci. Bisogna solo sedersi, analizzare la situazione, ammettere gli errori, ascoltare chi da anni predica nel deserto, inascoltato. E magari non è nato a Portland a a Oxford. A volte i supereroi sono molto più vicini. Vivono con noi, lavorano con noi, hanno talento e competenze eccezionali. E magari sono banalmente nati a Corato o a Parma. Hanno un apriscatole italiano, e lo sanno anche maneggiare molto bene. Cari Masi e Sassoli De Bianchi, perchè non proviamo a lasciarglielo usare, questo attrezzo?

pasquale@specialteam.it