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Inchieste

NC. The Story Group, nati per raccontare i brand

Centralità del brand, relazioni e contenuto di alta qualità sono i pilastri dell'approccio del gruppo di cui fanno parte tre società, Lifonti & Company, Cabiria Branduniverse, Social Content Factory, che lavorano sinergicamente mettendo a fattor comune le proprie competenze specifiche. Sempre con uno spirito indipendente e un 'Italian Touch' che piace tanto anche all'estero. Pubblichiamo l'intervista a Diego Lifonti, presidente di The Story Group, tratta dall'inchiesta 'The Story Group, nati per raccontare i brand' dedicata alle agenzie italiane indipendenti pubblicata sull'ultimo numero di NC-Nuova Comunicazione.

“Il nostro lavoro in questi anni con alcuni dei rappresentanti del Made in Italy è finalizzato alla produzione di contenuti che ne sottolineino l’identità prettamente italiana anche nell’arena internazionale. Avendo a che fare con grandi aziende, da ‘piccoli’siamo molto orgogliosi della nostra indipendenza dai grandi gruppi internazionali e domestici della comunicazione che fanno della dimensione un punto di forza e di pressione competitiva”. Parole di Diego Lifonti, (in foto), presidente di The Story Group, realtà che opera sul mercato dal 2007 con la sinergia tra Lifonti & Company e Cabiria BrandUniverse, alla quale si è poi aggiunta Social Content FactoryLa mission dell’agenzia è fornire contenuti di qualità, utilizzando i diversi linguaggi oggi a disposizione. Come racconta il suo presidente Diego Lifonti. 

The Story Group ha un posizionamento basato sulla differenziazione di competenze delle società che lo compongono, ma anche sulla lorocostante sinergia. Come integrate le varie expertise per i progetti di comunicazione?

Il metodo del nostro gruppo si fonda su tre punti cardine: la centralità del brand, le relazioni e il contenuto di alta qualità. Quest’ultimo è declinato e distribuito in tutti i touchpoint: strumenti e piattaforme editoriali, media relations, canali social, eventi, comunicazione interna, digital PR, reti di vendita e di servizio, packaging, campagne di corporate o brand adv, branded entertainment, ecc. La reputazione e la crescita discendono dall’identità di brand e dalla capacità di farla interagire con l’identità culturale delle persone. Per questo, diventa prezioso il supporto di un interlocutore come The Story Group. Nati per raccontarti, che sappia cogliere l’essenza delle cose trasmettendola con un linguaggio attuale e senza perderne l’anima, sia che si tratti di comunicazione tradizionale, sia digitale.

Il Gruppo è nato nel 2007,un anno prima della grande crisi economica che ha investito l’Italia e il mondo, con pesanti conseguenze anche sul comparto della comunicazione nostrana. Come siete riusciti a sopravvivere fino a oggi?

Le ragioni della nostra longevità in un periodo molto critico e le basi per la nostra competitività futura stanno nel continuare a cambiare ed evolvere sulla base di una lettura dello scenario che solo i piccoli e veloci possono dare. Noi abbiamo pensato che in un mondo dove i grandi vanno a braccetto con gli algoritmi i piccoli devono focalizzarsi sul lato umano e saper riconosce re che sono i contenuti, non i mezzi o le piattaforme, a creare engagement e relazioni. Gli algoritmi aprono la strada, ma le persone cercano risposta, relazione, attenzione e identificazione culturale con le altre persone, i brand, le istituzioni e ogni altro genere di organizzazione.

Come è andato il 2017? Quali i progetti più importanti realizzati dal Gruppo?

Il 2017 è stato un anno importante per noi: a inizio anno abbiamo pubblicato Il Mistero Sottile, web serie branded content voluta da BTicino e prodotta da Social Content Factory, pluripremiata anche agli NCAwards e al RomaWeb Fest, vero e proprio festival cinematografico del web. Personalmente mi ha fatto molto piacere essere chiamato dal Monte dei Paschi di Siena, dove ho lavora to dal 2004 al 2006, per curare la comunicazione interna in questa fase di rilancio.

Uno dei principali bisogni della banca in questa fase di ripartenza dopo anni di difficoltà era proprio motivare, coinvolgere e far nuovamente sentire protagonisti i dipendenti. La prima attività è stata a settembre il roadshow dell’amministratore delegato sulla rete. Abbiamo curato format, messaggi, contenuti e organizzazione. Sette tappe ‘compresse’ per quasi 4.000 persone e tutte e tre le società del nostro gruppo coinvolte. Pochi giorni prima della partenza della campagna pubblicitaria di rilancio, curata da Jwt, è stato fatto teasing durante gli incontri. Un altro cliente particolarmente significativo per il 2017 è Velux, per la quale Social Content Factory sta creando una videostrategy che rivoluzionerà l’approccio a questa attività nella industry dell’abitare.

Ma anche Leroy Merlin, con cui Cabiria BrandUniverse ha iniziato a costruire nel 2017 una bella relazione che proseguirà nel 2018 e sempre BTicino, per cui ora gestiamo anche i canali social. Per Amazon, infine, ci occupiamo da un anno e mezzo ormai di media relations tradizionali e consulenza di comunicazione sui temi della logistica e della trasformazione della distribuzione di merci e servizi alle persone.

Quali progetti e obiettivi avete per il 2018?

Per il 2018 abbiamo già in cantiere vari nuovi incarichi molto interessanti e stimolanti: tra gli altri MadeExpo, il salone biennale dell’edilizia, che nel 2018 promuoverà un Fuorisalone ideato dall’Architetto Boeri sul concept ‘Vivere su Marte’. Quest’anno prevediamo di focalizzarci ancora di più sull’organizzazione di eventi e roadshow, di rafforzarci anche in ambito consumer e allargare le attività di employer branding e comunicazione interna già avviate in parte nel 2017.