UPDATE:
UNA riunisce i mondi del marketing e del procurement per superare le gare al ribasso e ripensare i rapporti aziende - agenzie su fiducia, trasparenza e valore condivisoRegione Autonoma Valle d'Aosta apre gare per banner web e spot radiofonicoSpada Media Group cresce con un nuovo posizionamento e una nuova identità visiva e strategica. Nel biennio 2026-2027 investirà sul rafforzamento del centro media e sull'integrazione di AI, data e analyticsChangee rafforza il management e accelera sull'AI. Giuseppe Barbetta è il nuovo Head of Media&Digital. Cresce il business, fatturato oltre i 6 mln. Torchetti: “Più tecnologia, più competenze e un modello sempre più orientato ai risultati”Un carro-giardino, 400 mila spettatori e una nuova narrazione per Santa Rosalia. Pintacuda (Odd Agency): "In scena uno spettacolo capace di toccare tutte le corde dell’emotività”Con il 402° Festino di Santa Rosalia targato Odd Agency e CoopCulture, Palermo celebra la sua Santuzza tra fede, cultura e un indotto da milioni di euro. Il Sindaco Lagalla: "Abbiamo trasformato l'evento in un brand internazionale"Lo Zecchino d'Oro torna al Giffoni Film Festival 2026 con laboratori, spettacoli e l'istituzione di un premio speciale"Four Steps Ahead": la sneaker monumentale di EXTR4 by IMAC e Mr. Savethewall sbarca a Pompei all'interno di ORBITSAIAV fotografa l'andamento del turismo estivo: mercato prudente ma in ripresa grazie a last minute e assicurazioniTriennale Milano: Vincenzo Trione e Carla Morogallo presentano il piano strategico 2026-2030, Michele De Lucchi nominato Direttore creativo
Interviste

#BRANDtoBE con Cosenza (Buzzoole): "Con la crisi si afferma un nuovo ruolo per gli influencer, da semplici intrattenitori a persone capaci di avere un impatto anche sociale"

Continua con l'intervento di Vincenzo Cosenza, Chief Marketing Officer di Buzzoole, la rubrica, a cura dell'OBE, che ha l'obiettivo di fare il punto sul futuro del Brand Entertainment attraverso la voce ‘polifonica’ degli associati. Citando l'esempio delle campagne #IoLoFaccioACasa e #IoTiDicoGrazie lanciate dalla company, il manager sottolinea come l'emergenza sanitaria abbia spinto anche gli influencer a ripensare toni e linguaggi nella relazione con le loro community, utilizzando la loro l'influenza per attività benefiche. Un fenomeno che le aziende dovrebbero prendere in considerazione.

Durante la quarantena avete lanciato la campagna #IoLoFaccioACasa. Di cosa si è tratta? Cosa, di quanto realizzato per questo progetto, può essere utile durante la ripartenza?

E' un’iniziativa inclusiva e solidale attraverso la quale abbiamo chiesto ad un nutrito gruppo di influencer di creare contenuti utili e di intrattenimento al fine di contribuire ad alleggerire l'isolamento forzato degli italiani. Nei fatti un vero e proprio palinsesto di attività quotidiane di varia natura. Ora è online la seconda fase #IoTiDicoGrazie in cui gli influencer ringraziano medici e operatori socio sanitari per il proprio lavoro. Di questa esperienza penso rimarrà un maggior legame tra gli influencer che più si sono messi in gioco e le proprie comunità. Inoltre, le sperimentazioni di formati di questi giorni potrebbero dar luogo a nuove modalità di coinvolgimento. 

Il congelamento degli investimenti pubblicitari registrato nelle scorse settimane ha cambiato lo storytelling degli influencer che sono diventati sempre più intrattenitori per tener accese le proprie community. Questa attività come può diventare utile, nei, prossimi mesi, alle aziende? 
Io credo che stia cambiando proprio la percezione del ruolo degli influencer. Da semplici intrattenitori a persone capaci di avere un impatto anche sociale. Insomma, l'influenza può essere usata anche per attività benefiche come hanno dimostrato sia le iniziative dei personaggi più noti che quelle dei più piccoli, che hanno raccolto fondi per le comunità
locali. Così come le aziende stanno differenziandosi attraverso la comunicazione del proprio 'purpose' anche gli influencer inizieranno a farlo.

Perché molti analisti individuano in Tik Tok il punto d’incontro tra l’influencer marketing e il branded entertainment? 
Probabilmente perché TikTok è il primo social medium performativo, in cui la performance è fondamentale per ottenere visibilità. In questo gli influencer sono più bravi dei brand, che infatti sono molto più cauti quando si tratta di aprire un proprio account. Insomma, per loro è meno rischioso affidarsi ad un TikToker esperto, opportunamente guidato, che col suo stile peculiare può riuscire a trasmettere messaggi 'branded' al suo pubblico.