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Interviste

Vittorio Bonori (Zenith): "La fiducia resta un elemento centrale, anche per le piattaforme digitali. La disruption? Coinvolge tutte le industry ed è un'oppotunità per reinventarci"

Il Global Brand President di Zenith, in un'intervista rilasciata alla stampa internazionale, riflette sull'importanza che il fattore fiducia riveste anche per i colossi del web. Le piattaforme digitali non devono essere considerate 'nemiche'. "Non avrebbe alcun senso, stiamo collaborando con loro per proporre ai clienti soluzioni il più possibile personalizzate", dichiara Bonori.

Alla fine, è tutta una questione di fiducia. Anche per i colossi del web come Google e Facebook. Ad affermarlo è Vittorio Bonori, Global Brand President di Zenith, in un'intervista rilasciata alla stampa internazionale. 

"La fiducia si può perdere molto velocemente - dichiara Bonori - . Anche se i consumatori hanno sempre ritenuto di poter trarre molti vantaggi dall'utilizzo delle piattaforme digitali, l'abbondanza di fake news e la mancanza di trasparenza possono portarli a perdere la fiducia in questi strumenti e a decidere di non utilizzarli". 

Il riferimento naturalmente è al recente scandalo Facebook - Cambridge Analytica, che ha acceso il dibattito in merito ai molti modi in cui i dati degli utenti possono essere manipolati. Un problema anche per gli investitori, che si basano proprio su queste informazioni per rendere le loro campagne più efficaci. 

"Non credo che gli algoritmi possano essere utilizzati per moderare le conversazioni sui social media - dichiara Bonori -, soprattutto se le piattaforme digitali devono far fronte a un problema di fiducia". 

Ciò non significa che i colossi del web debbano essere considerati dei nemici. "Non avrebbe alcun senso, stiamo collaborando con loro per proporre ai clienti soluzioni il più possibile personalizzate. Per quanto ci riguarda, noi siamo neutrali, il nostro unico interesse è aiutare i clienti a fare business". 

Ma non c'è il rischio che le piattaforme digitali comincino a trattare direttamente con i clienti, escludendo le agenzie?

"Ogni industry rischia una disruption: nell'automotive si è passato dalla vendita di auto all'offerta di soluzioni di mobilità; nel pharma dal vendere medicinali al preparare programmi di salute individuale supportati dalla tecnologia. L'industry della comunicazione non fa eccezione. Possiamo considerare tutto questo una minaccia, ma è anche una grande opportunità per reinventarci", dichiara Bonori.

"Mentre facciamo quello che possiamo per difendere il nostro business, aiutiamo i clienti sul fronte della consulenza, li supportiamo nell'ecommerce, nella consulenza B2B, nei dati  - aggiunge il manager - . I cambiamenti lato media buying hanno più a che fare con il reinventarsi che con la disruption. Siamo stati la prima agenzia al mondo a implementare un algoritmo di machine learning in una campagna digital per distribuire il budget in real time". 

"I clienti forse ci pagheranno fee più bassi per il media planning and buying, ma spendono di più sul fronte della tecnologia. Noi ci proponiamo ai nostri clienti come partner che possano aiutarli a gestire questa trasformazioni grazie a soluzioni innovative". 

SP