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Global content marketing: un seminario di The Story Group ne esplora le opportunità. Lifonti: "E' solo il primo di una serie di incontri. Prossimamente parleremo di branding e videostrategy"

Tenuto da Giuseppe Caltabiano, con interventi di altri professionisti, il workshop ha affrontato i diversi temi legati all'argomento di grande attualità, dimostrando l'interesse del gruppo di comunicazione guidato da Diego Lifonti per le evoluzioni del mercato.

Ha attirato molti rappresentanti di azienda e agenzia il seminario organizzato da The Story Group giovedì 3 maggio dedicato al Global Content Marketing: un tema questo ormai di grande attualità nel mondo del marketing e della comunicazione, che anche in Italia sta guadagnando sempre più interesse e che chiama in causa diversi altri argomenti 'caldi', come i dati, la tecnologia.

Per l'occasione ai nostri microfoni il presidente della sigla Diego Lifonti e Giuseppe Caltabiano, esperto di fama internazionale e senior advisor global content marketing Italia The Story Group che ha condotto il workshop, hanno illustrato i plus dell'utilizzo di uno strumento di questo tipo nelle strategie di comunicazione di tutte le aziende.  

“Abbiamo voluto interessarci al tema dei contenuti perché sono ciò che sta alla base dello scambio fra le persone -  ha esordito Diego Lifonti, presidente The Story Group - e, quindi, anche delle relazioni fra un brand e i suoi stakeholder. Oggi però le aziende hanno molte più possibilità per comunicare con il proprio target in modo profilato e mirato, facendo dialogare diversi strumenti. È quello che facciamo in The Story Group, attraverso le nostre diverse società specializzate in ambiti differenti”.

Questo sarà solo il primo di una serie di incontri che la sigla organizzerà durante l'anno per condividere con l'industry le proprie competenze su argomenti di particolare attualità nel mondo della comunicazione.

A condurre la mattinata Giuseppe Caltabiano, esperto di global content marketing, che ha innanzitutto spiegato alla platea in che cosa consiste il content marketing. “L'idea di raccontare storie non è nuova, ma è sempre esistita – ha spiegato -. E da sempre quella che funziona è una storia che coinvolge il destinatario. Ma il contenuto in sé ha un valore nullo, a meno che non serva a creare un'audience, perché è nel momento in cui si ha un pubblico che si può conversare con esso. E quello che si crea è un circolo virtuoso fra il contenuto, l'audience, che genera dati, che a loro volta generano nuovamente contenuti”.

Una caratteristica sostanziale del content marketing è di essere always on, in virtù del fatto che le persone fruiscono dei contenuti da qualsiasi device in qualsiasi momento della giornata. “Il lato positivo è che si può raggiungere sempre il target – ha continuato -, ma allo stesso tempo ci vuole del tempo perché i contenuti vengano presi in considerazione”.

Importante, poi, nel content marketing è spingere sulla comunicazione con i contenuti nella fase di pre-acquisto, contrariamente a quanto fatto fino a qualche anno fa. “Nel funnel si tendeva a focalizzare la comunicazione sui prodotti – ha spiegato -, mentre è importante fornire delle informazioni e delle risposte a delle potenziali del cliente, che una volta soddisfatto sarà pronto a riceverne sul prodotto”.

Un settore in crescita

Mentre in Usa e nel Regno Unito il content marketing è ormai una realtà consolidata, in Italia si è iniziato a parlarne solo di recente. “Da noi è ancora una cosa relativamente nuova, e spesso si tende a confonderlo solo con le attività i social media - ha continuato Caltabiano – mentre è qualcosa di molto più articolato che necessita di una strategia solida alla base e di un reparto marketing che cura la creazione dei contenuti per i diversi dipartimenti dell'azienda: cosa, questa, ancora molto rara”.

Gli step
Il primo aspetto da considerare per chi vuole fare content marketing in azienda è comprendere per chi si vogliono creare contenuti, le 'personas' a cui ci si rivolge, studiarne il buyer journey e, poi, sviluppare contenuti adatti a ogni diversa fase del processo di acquisto – continua Caltabiano -. Importante è individuare il content hub, il luogo dove si vogliono pubblicare i contenuti, tenendo ovviamente in considerazione il mobile”.

Visual identity, datajournalism e storytelling

Durante il seminario si è parlato anche di altri temi interessanti collegati al content marketing: dal ruolo della visual identity, fondamentale nel racconto della marca, affrontato da Valeria Raffa, strategic & creative head Cabiria BrandUniverse, a quello del datajournalism, nuova tendenza del giornalismo che utilizza i dati per trovare notizie, come ha spiegato Luca Tremolada, giornalista del Sole 24 Ore e ideatore del servizio InfoData.

C'è poi lo storytelling, una leva molto utilizzata nel content marketing, che spesso passa attraverso l'utilizzo del video, come ha spiegato Andrea Stagnitto, fondatore e direttore creativo Social Content Factory, mostrando alcune case history interessanti, come il film 'Lo and behold' realizzato dal regista Werner Herzog per Netscout. Infine Luis Alvarez, media solutions manager LinkedIn  ha spiegato le opportunità e le regole per utilizzare la piattaforma social per il mondo professionale per veicolare contenuti.

Ilaria Myr