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Inchieste

NC. H2H, interpreti della digital transformation

A competenze prettamente umanistiche, l'agenzia guidata da Paolo Romiti unisce conoscenze statistiche e tecnologiche, in un approccio di costante sinergia per offrire ai clienti servizi che spaziano in tutti gli ambiti della comunicazione. Con un fatturato 2017 di 6,8 milioni di euro, una buona parte grazie a new business, H2H guarda al 2018 con fiducia e ottimismo. Pubblichiamo su ADVexpress l'intervista a Paolo Romiti, AD e presidente dell'agenzia, tratta dall'inchiesta 'Italians do it better' pubblicata sull'ultimo numero di NC -Nuova Comunicazione.

“Innovazione, cambiamento e sviluppo sono i veri pilastri che garantiscono un’autentica indipendenza e la competitività per oggi e per i prossimi anni”. Parola di Paolo Romiti (nella foto), amministratore delegato e presidente H2H, agenzia indipendente nata nel 2004 che nel corso di questi anni ha saputo continuamente innovarsi e crescere in competenze e professionalità nell’ottica di restare sempre al passo con i tempi. Oggi conta 88 dipendenti e raggiunge un fatturato di 6,8 milioni di euro, 1,3 dei quali deriva da new business.  A monte, un approccio integrato che fa dialogare le diverse competenze per offrire sempre soluzioni up to date. Come spiega Paolo Romiti in questa intervista.

Quali sonogliaspetti vincenti del posizionamento di H2H?

Alla base del nostro approccio risiede la capacità di far lavorare insieme le diverse competenze con lo scopo di massimizzare il risultato delle campagne pensate e realizzate per i nostri clienti. Riteniamo indispensabile far convergere competenze umanistiche, come design creativo, branded content e storydoing, a competenze di natura statistica e tecnologica; queste ultime per garantire un aggiornamento costante sui nuovi strumenti che nascono tutti i giorni, oltre che per anticipare le tendenze e le esigenze del mercato di riferimento e i target dei consumatori. Vogliamo essere i migliori nel massimizzare i risultati delle campagne che eseguiamo per i nostri clienti.

Ma un altro nostro punto di forza è la capacità di offrire servizi che spaziano in tutti gli ambiti della comunicazione, dal below the line alle tecnologie più emergenti, attraversando online, performance e proximity. Offriamo una serie articolata di servizi di consulenza strategica nella definizione delle campagne di comunicazione, seguendo l’esecuzione e la declinazione esecutiva delle stesse. Lo sviluppo dei progetti è preceduto da una raffinata attività di analisi predittiva di comportamento, di consumo e di presenza sui media, mentre un monitoraggio costante dell’andamento delle campagne accompagna, infine, il processo dall’inizio alla fine. A completamento dell’offerta, anche in seguito alle forti richieste da parte dei clienti, spicca lo sviluppo di servizi di database management al fianco della gestione di piattaforme tecnologiche di marketing.

Nell’era della digital transformation,quali sono le sfide più grandi per un’agenzia indipendente con il vostro posizionamento? Quali le opportunità e criticità?

La sfida più impegnativa è far capire ai clienti cosa sia la digital transformation e accompagnarli, quindi, in un percorso di rinnovamento che non riguarda solo l’utilizzo dei diversi mezzi digitali, ma si snoda attraverso un processo molto più complesso che necessita la volontà di cambiare, in alcuni casi anche drasticamente, il proprio approccio metodologico.

Qual è il vostro approccio nei confronti di programmatic e big data?

Il programmatic è un modo per rendere efficienti gli acquisti di spazi media ed è sicuramente molto di moda in questo momento. Quando la ‘bolla’ di questa novità verrà sostituita da un nuovo trend, il programmatic rimarrà, comunque, un’attività consueta all’interno delle aziende. Si tratta, ovviamente, di un tema che affrontiamo, non in maniera diretta ma attraverso le operazioni svolte in collaborazione con i centri media dei nostri clienti. I Big Data presuppongono nuove capacità di collegare fra loro le informazioni per fornire un approccio visuale ai dati, suggerendo modelli di interpretazione fino a ora inimmaginabili. Nessun settore in cui esiste un marketing può ignorare la rivoluzione Big Data. Anche per questo collaboriamo con partner accreditati per affrontare questa sfida.

Guardiamo all’anno appena iniziato: quali le maggiorisfide che affronterete?

Non riteniamo che il 2018 sarà un anno difficile; il mercato è vivo e presenta diverse opportunità. A meno che non perduri un’instabilità politica a quel punto problematica, mi aspetto un 2018 molto positivo. E sono cosciente anche delle opportunità di new business oggi generate dall’azienda e che si manifesteranno economicamente nel corso del prossimo anno.

Infine, ci racconti un progetto eloquente del vostro modus operandi sviluppato nel 2017.

Fra i numerosi progetti sviluppati in quest’ultimo anno spicca senz’altro la campagna digital realizzata per Coop. Il progetto ha visto lo sviluppo di quattro brevi film web per un nuovo storytelling dei valori Coop di sempre: Sicurezza, Ambiente, Trasparenza e Etica. L’operazione, pensata per i social media di Coop, è stata lanciata nello scorso mese di maggio e continuerà per un anno intero. Scritto da giovani autori e registi emergenti italiani, desidera rivolger- si soprattutto alle nuove generazioni: l’idea di fondo è stata quella di aprire un nuovo dialogo autentico e trasparente con gli italiani di oggi e di domani. Così sono nate le 'Cooptime Stories’.

I giovani registi italiani coinvolti hanno espresso il loro sguardo diretto e franco su chi siamo e cosa desideriamo, mentre Levante è stata scelta cantautrice per la colonna sonora di accompagnamento a tutti e quattro i brevi film.