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Csr

Sodalitas: Ritorno all'etica e ai 'fondamentali' per fronteggiare la crisi

In occasione della presentazione del 7° Socialitas Social Award, un panel composto da Luciano Martucci (IBM ), Paolo Anselmi (Gfk Eurisko ), Elio Borgonovi (Università Bocconi ) e Laura La Posta (Il Sole 24Ore ), ha discusso della Responsabilità Sociale d'Impresa come strumento per uscire dalla crisi.

È stata presentate questa mattina, a Milano, la 7° edizione del Sodalitas Social Award, il premio promosso da Fondazione Sodalitas per le aziende e le organizzazioni pubbliche che si sono distinte nella realizzazione di programmi di alto contenuto e valore sociale. "La novità più importante – ha spiegato Ugo Castellano, consigliere delegato alla gestione di Fondazione Sodalitas - è il focus sulla sostenibilità, cui sarà dedicato un premio speciale per le imprese che avranno promosso programmi di coinvolgimento dei cittadini/consumatori verso stili di vita più sostenibili".

"Il premio, però – ha proseguito –, non è solo un riconoscimento alle aziende virtuose, ma anche uno strumento per conoscere più da vicino la realtà della Csr in Italia, ascoltando il mercato. Per questo abbiamo dato vita a due nuovi strumenti: un'indagine di Gfk Eurisko che dà un quadro dei trend in atto in seno alla Csr, e un osservatorio sugli atteggiamenti e i comportamenti delle imprese nei confronti di queste tematiche. In quest'ottica stiamo anche rinnovando il sito www.sodalitas.socialsolution.it, che oltre a rappresentare il più ampio database europeo, con oltre 900 case history, consentirà presto anche analisi statistiche sui comportamenti delle imprese che hanno partecipato alle sette edizioni del Social Award".

L'iscrizione al premio è gratuita, ed è possibile partecipare inviando la scheda di iscrizione disponibile assieme al bando sul sito www.sodalitas.it, entro il 31 gennaio 2009.

Alessandro Beda, consigliere d'indirizzo della Fondazione, ha successivamente moderato un dibattito cui hanno partecipato Paolo Anselmi (senior vice president di Gfk Eurisko), Elio Borgonovi (professore ordinario dell'Università Bocconi), Luciano Martucci (presidente e amministratore delegato di IBM Italia) e Laura La Posta (giornalista de Il Sole 24Ore).

Anselmi: una visione strategica della 'responsabilità sociale'
Presentando un'indagine realizzata nel primo semestre di quest'anno su un campione di 84 imprese, il vicepresidente di Gfk Eurisko ha illustrato come per l'80% delle aziende intervistate la Csr ricopre un ruolo di primaria importanza e che il 54% intende farla diventare parte integrante della cultura d'impresa. Le organizzazioni maggiormente attive in Corporate Responsibility la considerano quindi una leva strategica per uscire dalla crisi, tanto che il 77% delle imprese dichiara di voler aumentare nei prossimi anni gli investimenti in responsabilità sociale.
"C'è però uno scarto fra la percentuale di chi ritiene la Csr molto importante e chi invece dichiara di averne una conoscenza approfondita e di praticarla. Le imprese socie di Sodalitas rappresentano inoltre una 'pattuglia avanzata' sul piano delle pratiche oltre che delle conoscenze/competenze in materia di responsabilità sociale. Ma oggi è opportuno chiedersi se il nuovo scenario che si è determinato con la crisi finanziaria agirà nel senso di confermare o di attenuare l'orientamento verso la Csr da parte delle imprese".

Borgonovi: tornare ai basic del fare impresa
"La crisi finanziaria ci deve insegnare che l'autoregolamentazione dei mercati non ha funzionato – ha detto Borgonovi –, così come non hanno funzionato i sistemi di rating e di controllo. I problemi chiave oggi sono sintetizzabili in parole come responsabilità, trasparenza, fiducia, credibilità e coerenza. È arrivato il momento di tornare tutti, l'accademia, le imprese, le banche, a ragionare in termini di economia e relazioni reali, anziché virtuali, di carta. Ciò vuol dire tornare al significato originario di fare impresa, diversificando il rischio, che non significa affatto diffonderlo e distribuirlo ovunque. Perché questa è la negazione stessa del concetto di responsabilità sociale".

Martucci: Csr, un impegno che non può cessare
Una risposta diretta alla domanda posta da Anselmi è arrivata dall'ad di IBM Italia: "L'82% delle imprese, come mostra l'indagine, ha investito soiprattutto nel  supporto al non profit, ma una conseguenza diretta della stretta creditizia sarà la mancanza di fondi per atteggiamenti di tipo filantropico. Anche per chi utilizza la Csr con finalità quali il miglioramento della reputazione e delle relazioni con gli stakeholder (ndr: le due voci, rispettivamente con il 67% e il 60%, sono state indicate ai primi due posti dai rispondenti all'indagine Eurisko), il rischio è quello di veder scomparire nel nulla gli investimenti. Per chi invece ragiona in termini di Csr 'integrata' nei propri processi aziendali, questa potrà rivelarsi un ottimo strumento se non per uscire dalla crisi quanto meno per sopravvivere".

La Posta: a novembre il nuovo 'Rapporto Etica & Impresa' de Il Sole 24Ore
L'appunto con il prossimo 'Rapporto Etica & Impresa' edito da Il Sole 24Ore è previsto per l'11 novembre prossimo, e in quell'occasione saranno pubblicati i risultati dell'osservatorio realizzato dal quotidiano di Confindustria in collaborazione con Sodalitas, il Csr Manager Network e Anima sul sentiment delle aziende verso la Csr in questo momento di crisi. "La maggioranza degli intervistati – ha detto La Posta – ha dichiarato che pur non intendendo tagliare i propri programmi di Csr, si concentrerà su quelli interni, quelli rivolti alle proprie comunità e sulla rendicontazione. Il 70% dichiara inoltre una crescente necessità di migliorare gli aspetti di governance: ed è proprio in questa chiave che la Csr giocherà un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi".

(In allegato la ricerca di GfK Eurisko)

Tommaso Ridolfi