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Interviste

Coronavirus. Pari (Almaverde Bio): "Nella 'nuova normalità' cambieranno i processi d'acquisto con una maggiore integrazione fra online e punto vendita. Supportiamo i consumatori con l'ecommerce e una campagna dedicata all'importanza di volersi bene"

Paolo Pari, Direttore Marketing del noto brand del settore biologico, sottolinea ad ADVexpress come l'azienda, che tradizionalmente non comunica in questo periodo, abbia invece deciso di pianificare una campagna dedicata ai consumatori in lockdown, per i quali ha potenziato l'e-commerce con la certezza che diventerà uno strumento sempre più strategico.

In un periodo in cui le persone sono costrette a restare lontane le une dalle altre, ma anche dalle proprie abitudini, Almaverde Bio ha deciso di  far sentire la propria vicinanza ai consumatori, in maniera empatica ma anche concreta, attraverso i propri prodotti e servizi.

Il primo marchio in Italia nel settore biologico, in collaborazione con Integra Solutions, ha infatti realizzato la campagna istituzionale #lontanimavicini per parlare ai consumatori durante l’emergenza Coronavirus. Un'adv dal tono leggero, con protagonisti  quei prodotti alimentari all’apparenza lontanissimi per natura e composizione, ma che si possono abbinare all’insegna del gusto: una vicinanza concreta proprio come quella tra l'azienda e i consumatori, con i quali condivide l’importanza di volersi bene, soprattutto in un momento di difficoltà  (leggi news).

In occasione del lancio della campagna online sui canali social, abbiamo intervistato 
Paolo Pari, Direttore Marketing Almaverde Bio.

Partendo dal progetto lanciato con Integra Solutions, in seguito all'emergenza sanitaria quali decisioni avete preso e quali cambiamenti avete attuato sul fronte degli investimenti pubblicitari, delle scelte di pianificazione e delle strategie di comunicazione?

Normalmente questo periodo non ci ha mai visto in campagna, salvo alcune eccezioni. Non abbiamo fatto specifici cambiamenti nonostante le interessanti offerte dei media. Abbiamo però ritenuto opportuno esprimerci sulla necessità di seguire le disposizioni di sicurezza con la campagna social #lontanimavicini #iorestoacasa.

Quale pensate sia oggi l'impatto dell'emergenza sui messaggi, il linguaggio, il tono di voce da utilizzare? Avete modificato campagne perchè 'distoniche' rispetto al contesto attuale? Qualcuno ipotizza che questi cambiamenti possano diventare definitivi: come vi immaginate la comunicazione al termine della crisi?

Ritengo che “tarare” il tono della comunicazione, soprattutto quella commerciale, al contesto attuale sia doveroso. Quello che sarà la comunicazione alla fine della crisi dipenderà da come ne usciremo e da quanta parte dell’attuale modus vivendi rimarrà nel nostro stile di vita.

Messaggi mirati alla brand awareness, alla corporate image, iniziative di sostenibilità e CSR, senza perdere d'occhio, ove possibile, la performance: come vi state rapportando con i consumatori, per esempio, con il vostro CRM e con quali obiettivi?

I prodotti alimentari biologici che come tali offrono determinati valori al consumatore che vanno mantenuti indipendentemente dalle diverse situazioni contingenti.

In questo momento quali insight e servizi chiedete con maggiore urgenza alle agenzie partner? State già lavorando su progetti per il secondo semestre?
Si, stiamo lavorando per la seconda parte dell’anno, a parte le attività di marketing a
supporto dell’e-commerce.

Parlando della vostra azienda, come vi siete ri–organizzati e quali modelli di lavoro avete adottato per far fronte alla crisi e proseguire le attività tutelando sia il business che i dipendenti? Su quali asset avete puntato?

Sono stati applicati tutti i protocolli di sicurezza e abbiamo incentivato lo smart working per
quanto possibile.

Guardiamo all'orizzonte. Quando l'Italia sarà pronta al restart si prospetta un clima sociale ed economico molto diverso da com'era prima dell'emergenza sanitaria: come e quanto vi state organizzando per 'reinventarvi'  così da essere pronti quando il mercato ripartirà?
Credo che ci sarà una “nuova” normalità con modifiche del processo di acquisto con una maggiore integrazione fra acquisti on line e acquisti “tradizionali”. Eravamo già attivi sull’e-commerce e lo abbiamo necessariamente potenziato. Sicuramente diventerà uno strumento maggiormente strategico.