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Siani: “La creatività è ‘la differenza che fa la differenza’. Italia a Cannes? Buone shortlist, pochi metalli”. ADCI riparte dal ‘fatto bene’ e dalla co-creazione con le aziende per ribadire il ruolo delle idee come generatori di business e consideration

Sebbene i lavori italiani abbiano ottenuto una buona percentuale di shortlist (13%)al Festival di Cannes 2025, i riconoscimenti finali sono stati esigui. Secondo Stefania Siani, presidente dell'Art Directors Club, e Giuseppe Mastromatteo, VP, il limite non risiede nel talento, ma in un sistema che ancora fatica a investire nella creatività come abilitatore dei risultati di business. La figura di Marco Venturelli, italiano premiato nel 2025 con ben tre importanti Grand Prix, dimostra come il potenziale ci sia, ma spesso venga espresso fuori dal nostro Paese.

Sarà Luca Cortesini, Chief Creative Officer DDB Group Italy, a presiedere l’edizione 2025 degli ADCI Awards (leggi news), i premi dell'Art Directors Club. L’annuncio segna l’inizio di un percorso simbolico e operativo che porterà il Club a celebrare i suoi 40 anni di storia.

Il 2025 non sarà infatti un’edizione qualsiasi. Il 19 dicembre ricorrerà il quarantesimo anniversario dell’Art Directors Club Italiano, nato nel 1985 con l’obiettivo di promuovere l’eccellenza creativa nel nostro Paese. E proprio attorno a questa ricorrenza si costruirà l’impianto culturale della nuova edizione degli Awards.

 

Una visione concreta: il "fatto bene" secondo Cortesini

“Non amo i proclami”, ha dichiarato Luca Cortesini nel suo primo intervento da presidente dei riconoscimenti. “Sono una persona abituata a fare. Penso che sia questo il motivo per cui mi è stato chiesto di assumere questo ruolo.”

Il concetto chiave della sua visione è semplice e diretto: premiare le “cose fatte bene”. Un criterio che non si limita all’estetica o all’originalità dell’idea, ma che integra tre dimensioni fondamentali: strategia, emozione e risultati. Secondo Cortesini, un lavoro creativo oggi non può permettersi di essere solo tecnico o formalmente brillante: deve emozionare, deve avere una base solida e deve funzionare. E deve farlo in un contesto sempre più complesso, dove la creatività è chiamata a integrarsi con media, tecnologia, dati e clienti.

Cortesini, dialogando con ADVexpress, ha raccontato la sua recente esperienza come giurato a Cannes 2025 nella categoria Film, ed è tornato sul discorso del 'ben fatto': “Quest'anno ho visto tanto bel lavoro rispetto agli ultimi anni, dove, secondo me, dal Covid in poi la categoria ha un po' sofferto. L'edizione appena terminata ha visto e premiato bellissimi filmati che hanno coinvolto tutti i settori merceologici, con un crafting di altissimo livello; film che per noi, in Italia, sono quasi irraggiungibili allo stato attuale. La shortlist che abbiamo giudicato durante il festival ha visto la presenza di molti lavori che avevo selezionato, e questo ha confermato la mia visione e mi sono sentito allineato al percepito globale della industry.”

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Creatività italiana e sistema Paese: manca ancora qualcosa

Il dibattito, che si è sviluppato durante la conferenza stampa di presentazione del neo presidente, inevitabilmente, tocca anche il posizionamento dell’Italia nei premi internazionali, in particolare dopo l'ultima edizione di Cannes. Nonostante un buon 13% di conversione in shortlist rispetto ai lavori italiani iscritti (la media è del 9%), i metalli sono stati pochi. La riflessione è profonda: “Più che un problema di talento, è una questione di sistema. Manca spesso una cultura aziendale in grado d'investire nella creatività come leva strategica” sottolinea Giuseppe Mastromatteo, Presidente e Chief Creative Officer, Ogilvy Italia. Un esempio monito è quello di Marco Venturelli,  Global CEO e CCO di Leo, e CEO e CCO Publicis Conseil, Parigi, un italiano che si esprime all'estero, e che a Cannes 2025 ha collezionato ben 18 premi, tra cui  tre Grand Prix (leggi news) in alcune tra le categorie più prestigiose del festival (Titanium, Direct e Creative Business Transformation). «È un segnale che ci dice che serve uno sforzo collettivo per creare un ecosistema più forte tra aziende e creativi», ha commentato Mastromatteo.

Proprio per rafforzare questo legame, l’ADCI dedicherà la prossima edizione di Intersections, l’evento che ospita la serata di premiazione degli Awards, al tema della co-intelligenza creativa. Un concetto che rimette la creatività al centro del business, non solo come espressione artistica ma come vero acceleratore e moltiplicatore di valore per le aziende.

"Solo se aziende, creativi e agenzie collaborano in modo sinergico possiamo fare quel salto di qualità necessario. La creatività è 'la differenza che fa la differenza' – evidenzia Stefania Siani – ed è nostro compito come Art Directors Club Italiano stimolare questo dibattito." ha ricordato la Ceo e CCO di Serviceplan Italia ad ADVexpress.

Con Luca Cortesini alla guida e una forte attenzione al futuro, l’ADCI Awards 2025 si preannuncia come un’edizione non solo celebrativa, ma anche strategica per ridefinire il ruolo della creatività nel panorama italiano.

 

Un futuro da costruire con coraggio e visioni

“La scelta di Luca Cortesini alla presidenza non è casuale. È una figura che ha sempre anteposto il lavoro all’esposizione mediatica, un professionista rispettato, che ha formato intere generazioni di talenti, e che oggi rappresenta la sintesi perfetta tra etica del fare e visione creativa.” ha specificato Mastromatteo.

“Abbiamo bisogno di pensiero indipendente, di coraggio, di cultura dell’eccellenza. Solo così potremo affrontare la frammentazione crescente del mercato e tornare a essere protagonisti anche a livello globale,” è stato il messaggio condiviso dai rappresentanti del Club.

Il 2025 sarà dunque un anno cardine per ADCI: memoria e futuro si incontrano in una sfida che riguarda tutto il sistema creativo italiano. E come ha detto Cortesini “Il fatto bene non è una scelta stilistica. Oggi è una necessità culturale.”

DR